Riforma lavoro: mobilitiamoci il 13-14 e il 16 giugno

 

Il Quinto Stato, la coalizione delle lavoratrici e dei lavoratori indipendenti, invita le reti e i soggetti che hanno sottoscritto l’appello contro il DdL Fornero e per una nuova idea di lavoro e welfare “Se chi ci governa non sa immaginare il futuro, proveremo a farlo noi” a partecipare alle giornate di mobilitazioni previste per il 13 e 14 giugno e il 16 giugno.

La prima manifestazione, promossa da un insieme di movimenti, reti, coordinamenti, occupazioni, comitati e sindacati che si sono incontrati al Cinema Palazzo di Roma per provare a gettare le basi di una nuova “coalizione sociale”, si terrà il 13 e 14 giugno ed è stata chiamata “Blockoccupy Ddl Fornero”.

http://www.globalproject.info/it/in_movimento/13-e-14-giugno-blockupy-ddl-fornero/11730
http://norigore.wordpress.com/

Il primo giorno dovrebbe essere caratterizzato da azioni territoriali. A Roma il concentramento, preceduto anche qui da un’azione simbolica, sarà a piazza del Pantheon che sarà animata e abitata dalla protesta a partire dal pomeriggio del 13, per tutta la sera e la notte. Il 14 la mobilitazione a Roma assumerà invece un carattere nazionale mantenendo il presidio in piazza del Pantheon e provando da lì a raggiungere Montecitorio.

La seconda – La meglio gioventù – promossa dal cartello di associazioni “il nostro tempo è adesso”, si svolgerà invece il 16 giugno dalle 17 in poi, anche per segnare una linea di confine con la manifestazione mattutina unitaria di Cgil, Cisl e Uil. Si tratterà di un presidio fisso a Piazza Farnese, animato e attraversato da azioni simboliche, performance artistiche e teatrali, interventi sulla riforma del Lavoro, stand e musica.

http://lamegliogioventu.org/
http://www.facebook.com/events/360002017398646/

Pur diverse, entrambe le manifestazioni costituiscono i primi appuntamenti pubblici di opposizione alla riforma del “mercato” del lavoro che è stata approvata dal Senato ed è in attesa di essere discussa alla Camera.

Queste giornate sono delle occasioni per manifestare pubblicamente la critica e la contestazione a un disegno di legge che sanziona ulteriormente tutte le forme del lavoro – a partire da quelle autonome e indipendenti – rendendo tutte/i ancora più precari-e.

Per questo vogliamo capire come si possano condividere la presenza in piazza nelle giornate di mobilitazione e anche le campagne di sensibilizzazione che verranno lanciate in rete, per diffondere la consapevolezza di una necessaria coalizione sociale che contesti in modo pubblico, pacifico e comunicativo il DdL sulla “riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”.

- E’ interesse delle lavoratrici e dei lavoratori indipendenti, precari e autonomi confermare anche in questa occasione la loro opposizione contro una riforma che compie una scelta gravissima, aumentando le aliquote contributive dal 27 al 33% per più di un milione di lavorat* autonomi e collaboratori iscritti alla Gestione Separata INPS;

- non intraprende alcuna azione significativa contro la condizione di precarietà in cui versano almeno 4 milioni di persone; non disegna alcuna riforma del welfare, né prospetta alcuna introduzione, sostegno e continuità al reddito di base, considerando che l’assicurazione sociale per l’impiego (ASpI) è già oggi inaccessibile a 9 indipendenti su 10;

- impone una semplificazione del tutto fallace sulla monocommittenza, con la quale pretende di distinguere le “false” dalle “vere” partite IVA, rischiando di far precipitare tutti nel lavoro nero o sommerso.

Contro questa riforma, sulla quale sono ormai in molti ad avere sollevate perplessità ed incertezze, i promotori dell’appello “Se chi ci governa non sa immaginare il futuro, proveremo a farlo noi” propongono una nuova idea di tutela del lavoro indipendente e di riforma del Welfare che è praticabile da subito a partire dalle seguenti proposte:

riduzione dell’aliquota versata dal lavoratore indipendente-autonomo dal 27% al 24% e l’istituzione del diritto di rivalsa obbligatorio a carico del committente all’8 o al 9% (attualmente è al 4%).
– All’interno di questa redistribuzione si potrebbe spostare una percentuale dalla previdenza al Welfare, garantendo reddito e tutele per malattia e maternità: primo passo di una generale, ma quanto mai necessaria, riforma radicale del Welfare che tuteli tutti le/i lavoratrici/lavoratori, dipendenti, (para)-subordinati e indipendenti.

Oltre all’opposizione contingente alla proposta di riforma, il Quinto Stato è un’occasione per rendere visibile e rappresentare una condizione generale, sentendosene parte. Per questo abbiamo avviato un laboratorio sulle pratiche del mutualismo, della cooperazione e del coworking che ha già organizzato due incontri pubblici e che ha in cantiere la creazione di un gruppo di discussione il cui snodo sarà il sito del Quinto Stato.

Così continua il dialogo tra e con le 102 associazioni e le oltre mille persone che hanno aderito all’appello “Se chi ci governa non sa immaginare il futuro, proveremo a farlo noi” e le persone che hanno partecipato all’assemblea del 5 maggio presso la città dell’altra economia di Roma.

Il DdL è attualmente in commissione alla Camera, assegnato alla Commissione Lavoro (stesso iter del Senato) qui lo potete “seguire”, ad averne la voglia:
http://nuovo.camera.it/126?action=submit&leg=16&pdl=5256&stralcio=&navette=&cerca=cerca
dopo l’approvazione in Senato:
http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/38455.htm

 







 
 

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